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Il primo soccorso non è qualcosa di complicato. È composto da procedure e presidi semplici e dura fino all’arrivo dei professionisti. Con le procedure di primo soccorso non dobbiamo assolutamente indugiare, poiché ad ogni secondo in cui non facciamo nulla diminuisce la probabilità di sopravvivenza del ferito o dell’improvvisamente ammalato. In questi momenti dobbiamo comportarci come se la persona davanti a noi fosse un nostro caro e faremmo di tutto per salvarle la vita.
L’11 settembre è la giornata mondiale del primo soccorso, quindi è ora il momento opportuno per rinfrescare le conoscenze sulle procedure fondamentali di rianimazione. È dimostrato che le abilità acquisite nei corsi di primo soccorso si perdono in tre-sei mesi. Proprio per questo è necessario un rinnovo regolare di ciò che è già stato appreso. In questo modo eviterete il disagio e la paura che ciascuno prova quando si trova di fronte al fatto di dover prestare il primo soccorso sul luogo dell’evento prima dell’arrivo dei soccorritori.
Procedure fondamentali di rianimazione
Le procedure fondamentali di rianimazione che ogni laico dovrebbe saper prestare sono: rapida valutazione delle condizioni che possono portare a morte cardiaca improvvisa, chiamata al numero 112, massaggio cardiaco e respirazione artificiale, uso del defibrillatore automatico esterno e intervento in caso di ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo. Rianimiamo una persona che non è cosciente, non respira o non respira normalmente e non si muove.
Dieci regole delle procedure fondamentali di rianimazione negli adulti:
1ª regola: Prima di tutto provvedere alla propria sicurezza e alla sicurezza del soggetto colpito.
2ª regola: Valutare la responsività o lo stato di coscienza scuotendo leggermente il soggetto per le spalle e chiedendo ad alta voce: «Sta bene?»
3ª regola: Se il soggetto si muove o risponde, lasciarlo nella posizione attuale, eccetto nel caso in cui lo minacci un pericolo dall’ambiente. A brevi intervalli regolari controllare il suo stato e chiamare aiuto se necessario.
4ª regola: Se il soggetto non risponde, gridare ad alta voce «Aiuto!». Girarlo sulla schiena e liberare le vie aeree inclinando la testa all’indietro con una mano sulla fronte e sollevando il mento con due dita dell’altra mano, ma usare questa manovra solo se non si sospetta trauma del rachide cervicale. Se c’è sospetto di trauma del rachide cervicale, ad esempio in caso di incidente stradale, caduta dall’alto, trauma alla testa, usare per liberare le vie aeree la manovra triple adattata. Eseguirla stando dietro la testa del paziente con i gomiti appoggiati al suolo. Appoggiare i palmi sulle guance del soggetto, con le dita afferrare la mandibola inferiore vicino alle orecchie su entrambi i lati. Quindi sollevare la mandibola inferiore in avanti e verso l’alto.
5ª regola: Quando le vie aeree sono libere, dovete accertarvi che la vittima respiri. Osservare il movimento del torace, ascoltare i rumori respiratori e cercare di percepire sul proprio volto l’aria espirata dal soggetto. Per accertare se il soggetto respira non impiegare più di 10 secondi. Quando non siete sicuri che il soggetto respiri normalmente, comportatevi come se non respirasse.
6ª regola: Quando accertate una respirazione normale, posizionate il soggetto in posizione di sicurezza per incoscenti e mandate qualcuno a cercare aiuto o chiamate il 112. A brevi intervalli controllate se la respirazione è ancora normale.

7ª regola: Nel caso in cui il soggetto non respiri normalmente o non respiri, occorre immediatamente mandare qualcuno dei presenti a cercare aiuto e il defibrillatore automatico esterno. Se siete soli, chiamate il 112. Potete lasciare il soggetto solo nel caso in cui non ci sia altra possibilità. Iniziate immediatamente il massaggio cardiaco esterno. Qui ogni secondo è realmente di vitale importanza. Inginocchiatevi accanto al soggetto. Appoggiate il tallone di una mano al centro del torace, sulla metà inferiore dello sterno. Il tallone dell’altra mano sia sulla mano già sullo sterno. Incrociate le dita di entrambe le mani e prestate attenzione a premere solo sullo sterno, non sulla parte superiore dell’addome o sulle costole. Posizionate il corpo sopra il torace del soggetto e con le braccia tese nei gomiti comprimete il torace di 5-6 cm. Dopo ogni compressione rilasciate la pressione sul torace in modo che esso si sollevi, e le vostre mani restino sempre a contatto con lo sterno. Eseguite il massaggio cardiaco con frequenza di 100 compressioni al minuto.
8ª regola: Durante il massaggio cardiaco esterno iniziate a eseguire la respirazione artificiale. Dopo 30 compressioni del torace liberate le vie aeree inclinando la testa del soggetto e sollevando il mento. Chiudete le sue narici con il pollice e l’indice della mano appoggiata sulla sua fronte. Aprite la bocca del soggetto, inspirate e sigillate la sua bocca con la vostra. Soffiate per 1 secondo e osservate se l’insufflazione è efficace, ovvero se il torace si solleva. Dopo due insufflazioni efficaci riprendete subito il massaggio cardiaco e comprimete il torace 30 volte. Continuate con massaggio cardiaco e respirazione artificiale nel rapporto 30 compressioni del torace : 2 insufflazioni. Non interrompete mai la rianimazione se non quando il soggetto inizia improvvisamente a respirare normalmente o a muoversi.
9ª regola: Se durante la vostra prima insufflazione il torace non si solleva, ricontrollate che le vie aeree siano libere. Aprite la bocca del soggetto e guardate se vi è un corpo estraneo che ostruisce le vie aeree, o se la testa è sufficientemente inclinata all’indietro e il mento sollevato.
10ª regola: La rianimazione è psicicamente e fisicamente estremamente faticosa, quindi con più persone presenti si raccomanda di effettuare il cambio dopo 2 minuti di esecuzione delle procedure fondamentali di rianimazione. È estremamente importante pianificare il cambio in anticipo e che l’interruzione della rianimazione sia la più breve possibile. Non dovete mai interrompere la rianimazione finché non arriva il soccorso professionale. Potete interromperla se il soggetto inizia a mostrare segni di vita o siete completamente esausti.
Uso del defibrillatore
Nell’ambito delle procedure fondamentali di rianimazione rientra anche l’uso del defibrillatore automatico esterno, che permette la defibrillazione prima dell’arrivo dei professionisti. Oggi sono installati in molti luoghi pubblici, come aeroporti, uffici, centri commerciali. Sono efficaci e sicuri da usare. Nel loro uso attenetevi alle seguenti regole:
- Prima di tutto assicuratevi che voi e il soggetto siate in sicurezza.
- Quindi, nel caso in cui il soggetto non risponda e non respiri normalmente, mandate qualcuno a cercare aiuto e incaricatelo di portare il defibrillatore automatico esterno. Se non avete nessuno accanto, chiamate il 112, e se non c’è altra possibilità, lasciate temporaneamente il soggetto.
- Iniziate immediatamente le procedure fondamentali di rianimazione e continuatele finché non ottenete il defibrillatore.
- Non appena avete il defibrillatore, accendetelo e applicate gli elettrodi adesivi sul torace del soggetto. Se avete qualcuno con voi, fatte eseguire la rianimazione anche mentre applicate gli elettrodi del defibrillatore. Quindi seguite le istruzioni che il defibrillatore vi darà.
- Quando il defibrillatore richiede uno shock, prima accertatevi che nessuno tocchi il soggetto, poi premete il pulsante di shock. Immediatamente dopo lo shock iniziate il massaggio cardiaco esterno e la respirazione artificiale nel rapporto 30 : 2. Seguite esattamente tutte le istruzioni che il defibrillatore vi darà.
- Nel caso in cui lo shock non sia necessario, iniziate immediatamente con il massaggio cardiaco esterno e la respirazione artificiale nel rapporto 30 : 2 e seguite le istruzioni del defibrillatore.
- Eseguite le procedure secondo le istruzioni del defibrillatore automatico esterno, finché non arriva il soccorso professionale o il soggetto inizia a mostrare segni di vita o siete completamente esausti.
Ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo
Tra le procedure fondamentali di rianimazione rientra anche la corretta gestione in caso di ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo, evenienza rara ma possibile causa di morte improvvisa.
Per prima cosa valutate la gravità della situazione. Valutate se si tratta di ostruzione grave delle vie aeree; in tal caso la tosse sarà inefficace. La vittima può essere incosciente — in tal caso iniziate immediatamente le procedure fondamentali di rianimazione.
Ogni anno in media 100 persone soffocano con una penna a sfera.
Se la vittima è cosciente, eseguite prima 5 colpi sulla schiena, poi 5 compressioni addominali (la cosiddetta presa di Heimlich). Eseguite le compressioni addominali stando dietro la schiena del soggetto, inclinandolo leggermente in avanti e cingendolo in vita. Stringete un palmo a pugno, avvolgetelo con l’altra mano e appoggiatelo sull’addome tra lo sterno e l’ombelico. Eseguite uno scatto improvviso spingendo l’addome del soggetto verso l’alto e verso l’interno, verso di voi. Non eseguire la manovra di Heimlich sulle donne in gravidanza.
Nel caso di ostruzione lieve delle vie aeree, la tosse sarà di norma efficace. In tal caso incoraggiate la tosse e controllate se rimanga efficace, finché l’ostruzione non sia completamente risolta.
Prestare il primo soccorso è nostro dovere, imposto dalla disposizione nella legge sulla protezione sanitaria e l’assicurazione sanitaria: «Ciascuno è tenuto a prestare, nei limiti delle proprie forze e capacità, il primo soccorso al ferito o al malato in caso di necessità e a consentirgli l’accesso alle cure mediche urgenti.»
- Autore: Jana Debeljak, dr. med., Clinica dermatovenerologica UKC Lubiana